28 aprile 2017
Aggiornato 10:00
Fuorisalone 2017

La memoria di Londra nei mobili di Paul Cocksedge al Fuorisalone

«Excavation: evicted», un progetto con la galleria Friedman Benda e Beatrice Trussardi. Sfrattato dal suo studio storico a Londra, non ha accettato la cosa. Così ha fatto dei buchi nel pavimento e portato via le fondamenta dello spazio creativo in cui era stato.

MILANO - La memoria del suolo di Londra come base per costruire oggetti di design che sono delle finestre sul passato. E' una anteprima mondiale quella che la galleria newyorkese Friedman Benda presenta a Milano nella settimana del Salone del Mobile, si tratta del progetto «EXCAVATION: EVICTED» dell'inglese Paul Cocksedge, realizzato in corso Venezia in collaborazione con Beatrice Trussardi.

La nascita del progetto.
«Questo progetto - ci ha raccontato il designer - è stata una reazione al fatto che ero stato sfrattato ed è stato un colpo per me, stavo in quello studio da dieci anni e non potevo andarmene senza fare nulla allora anzichè fare molto rumore ho cominciato a fare ciò che mi piace, ossia creare cose. Non c'era un progetto di design, non c'era un cliente, non c'era qualcosa che spiegasse questo momento molto emotivo per me».

Ma esattamente cosa ha fatto Cocksedge?
Ha scavato il pavimento del suo studio estraendo delle vere e proprie «carote» di terreno, dei campioni di diversi formati del sottosuolo di Londra, che poi, applicando delle lastre trasparenti, ha utilizzato per creare tavoli, librerie, mobili che portano dentro di loro la storia dello sviluppo della capitale britannica. Con anche un messaggio di critica alla speculazione immobiliare che ha messo in difficoltà molti creativi londinesi. Ma la vendetta artistica di Paul Cocksedge si continua a consumare ogni volta che guardiamo uno dei suoi lavori, che in qualche modo gli hanno permesso, pur sfrattato, di portare comunque il suo studio con sé, a partire dall'esposizione per il Fuorisalone milanese.
«Io ora sono a Milano - ha concluso - ma sono circondato da Londra, mi sembra la giusta conclusione di un periodo molto intenso, con tre mesi di scavi e poi il lavoro di assemblaggio... Mi piace molto questo luogo per la calma, la bellezza, per il viaggio che da fuori ti porta nel sotterraneo. Credo faccia sentire parte del processo».