25 maggio 2017
Aggiornato 12:00
Arte

Dipingere con il vino, i «dipinti ubriachi» di Micky Degni

Gli ingredienti sono Nebbiolo di Valtellina e carta a mano d'Amalfi. Le tavole dell'artista saranno esposte alla vineria culturale «La Polvere di Bacco» di Legnano.

LEGNANO - Gli ingredienti sono Nebbiolo di Valtellina e carta a mano d'Amalfi ma non servono per il menù esclusivo di una cena elegante. Sono invece, la "materia prima" scelta dall'artista e pubblicitario milanese Micky Degni, per realizzare dei raffinatissimi acquerelli... "a base di vino".

La collezione ubriaca.
In pratica Micky disegna sulla pregiata carta amalfitana, sostituendo i colori tradizionali con vino rosso italiano, in particolare Nebbiolo e Sforzato di Valtellina e San Domenico 2002. Il risultato sono le oltre 200 tavole che compongono la collezione "dipinti ubriachi".
«Dipinti ubriachi - spiega Degni - nasce nel 2007, a seguito di una felice collaborazione con un'azienda vinicola della Valtellina. Durante un pranzo di lavoro, forse dopo qualche calice di troppo, il titolare dell'azienda ha avuto l'intuizione di chiedermi di dipingere con il vino. E da lì è nato tutto il progetto 'dipinti ubriachi'».

La "Polvere di Bacco».
Dopo aver fatto tappa a Lugano, Como, Milano, Tirano, Pesaro, Roma, Maiori, Catania, Lentini e Modica la collezione sarà in mostra fino al 5 aprile 2017 alla vineria culturale La Polvere di Bacco appena inaugurata a Legnano, nel milanese; uno spazio aperto a tutti quelli che hanno qualcosa da dire ma non hanno un posto in cui farlo, hanno spiegato i fondatori, marito e moglie, Manuela Sala e Andra Abbatista.
«Mia moglie due anni e mezzo fa ha perso il lavoro - ha sottolineato Abbatista - e quindi ha provato a cercare un'alternativa ma non c'è stata possibilità. La vedevo sfiduciata e allora abbiamo deciso insieme di aprire quest'attività che era già un nostro desiderio ma abbiamo deciso di fare qualcosa di più: dare una seconda possibilità non solo a noi ma anche agli altri. Persone che normalmente non hanno spazio o un luogo dove potersi ritrovare, avranno un luogo dove poter stare insieme e parlare senza cellulare, computer e tecnologie. Quindi non è un 'nostro locale' ma è un locale di tutti».