26 maggio 2017
Aggiornato 11:00
Inventato da una piccola società di Torino

Easyreading, il font che dà ai dislessici il piacere di leggere (e conquista Amazon)

Dieci anni di studi e lavoro per sviluppare 811 glifi tra lettere, numeri, accenti, simboli e punteggiatura e 200 mila euro di investimenti. Per dare il piacere di leggere anche a chi ha difficoltà

TORINO - Un font pensato apposta per chi ha problemi a leggere. Che punta dritto ad Amazon. E' Easyreading, una piccola società di Torino che ha creato un font per dislessici, che ha già conquistato i colossi dell'editoria scolastica, da Pearson a Rcs e ha convinto siti istituzionali come quello della Fondazione Einaudi o organizzazioni del calibro di Slow Food ad adottare il carattere inventato all'ombra della Mole.

10 anni di studio e ora punta a Amazon
Dieci anni di studi e lavoro per sviluppare 811 glifi tra lettere, numeri, accenti, simboli e punteggiatura e 200 mila euro di investimenti. A metterlo a punto Federico Alfonsetti, un passato da editore e un'ammirazione sconfinata per Bruno Munari. "Easyreading è realizzato con l'approccio al 'design for all', cioè agevola i dislessici, ma anche i normolettori. Volevamo fare un progetto inclusivo che avesse sbocco anche sul mercato». Lui, che si è lanciato nel progetto a 54 anni, definisce Easyreading la start up più vecchia d'Europa e non intende fermarsi. Dal piccolo ufficio di Via Cibrario 28 a Torino si dice ben determinato a conquistare i mercati esteri. "Stiamo lavorando per implementare il font per creare i caratteri in cirillico e pensiamo anche alla realizzazione del greco, perché ci è stato chiesto da molti editori"."Stiamo lavorando con aziende americane che sono tra i maggiori produttori degli book, e Amazon è tra questi, affinché tra i font presenti ci possa essere anche Easyreading".

Dalla segnalatica stradale alle pubblicità
Dalla segnaletica stradale e alle didascalie e ai pannelli per le mostre: questi gli altri impieghi del font made in Torino, che è stato adottato per il percorso espositivo della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano. Ma la cosa che più emoziona Alfonsetti è quando si trova a contatto con qualcuno che vuole ringraziarlo per averlo riavvicinato alla lettura. "Ci arrivano mail o telefonate da singole persone, che ci rallegrano molto, pur sapendo che stiamo parlando di un carattere che agevola la lettura e non di un farmaco che salva l'umanità. Però questo ci dice che l'obiettivo è stato raggiunto".