24 marzo 2017
Aggiornato 05:00
Sono stimati tra i 100 e 200mila esemplari

Australia, coccodrilli di mare: icona nazionale, ma spesso letale

Dal 1971 hanno fatto registrare oltre 110 attacchi nei confronti dell'uomo, un terzo dei quali fatali. Il numero dè esploso nelle regioni dell'Australia settentrionale da quando sono stati dichiarati specie protetta, un dato che di fronte a una recente recrudescenza di attacchi ha innescato di nuovo le polemiche sul controllo dei «saltwater crocs»

SIDNEY - Un'icona nazionale. Ma letale. L'Australia è famosa, tra l'altro, anche per i suoi coccodrilli di mare. Che non sono propriamente esemplari usciti dagli schizzi di Walt Disney quanto giganti voraci e catafratti che dal 1971 hanno fatto registrare oltre 110 attacchi nei confronti dell'uomo, un terzo dei quali fatali.
Il numero dei coccodrilli di mare è esploso nelle regioni dell'Australia settentrionale da quando sono stati dichiarati specie protetta, un dato che di fronte a una recente recrudescenza di attacchi ha innescato di nuovo le polemiche sul controllo dei «saltwater crocs».
«Nessun coccodrillo di mare è innocuo» spiega con sapienza ancestrale Reuben Jones, guida di «Indigenous tour». «Sono tutti fondamentalmente programmati per uccidere. Sono i più grossi del mondo e sono tutti aggressivi».

Sono stimati tra i 100 e 200mila esemplari
I coccodrilli australiani, specie protetta come detto, sono oggi stimati tra i 100 e i 200mila esemplari, dopo essere stati quasi sul punto di sparire una cinquantina di anni fa. Ma il 2014 è stato l'anno peggiore, con un record di attacchi contro l'uomo, quattro dei quali mortali, scatenando violente contrasti politici sulle loro cause, palleggiate tra il numero ormai eccessivo e l'intrusione umana nel loro habitat naturale.
Alcuni tour operator sono stati accusati di favorire incontri ravvicinati troppo pericolosi a causa dell'abitudine di attirare con esche di carne i coccodrilli facendoli saltare fuori dall'acqua per la gioia dei turisti.
«Non credo proprio che i coccodrilli di mare abbiamo bisogno di incoraggiamento per mangiare vicino agli umani» sottolinea Dani Sinn, guida del Kakadu National Park. «Ma così gli viene insegnato che del cibo viene gettato fuori bordo da barche cariche di gente».
Richieste ufficiali per la riduzione forzata o per safari di caccia al coccodrillo non hanno ancora preso piede in Australia. Nel frattempo, per stare al sicuro in una "crocodile country" è sempre bene non perdere di vista i cartelli di pericolo. Uomo avvisato

(Immagini AFP)