25 maggio 2017
Aggiornato 12:30
Ambiente

Bandiere blu = mare pulito? Non proprio

Come ogni anno la Fee assegna le Bandiere Blu, che dovrebbero essere sinonimo di mare pulito e ambiente adeguato. Ma, secondo gli esperti, le cose non stanno del tutto così e il mare riserva sorprese

Bandiere Blu o Vele Guida Blu? (© S_Photo | shutterstock.com)

Chi fa affidamento sulle Bandiere Blu per la scelta della propria meta per le vacanze potrebbe essere indotto in errore. Sì, perché secondo alcuni esperti questo riconoscimento in realtà non è del tutto affidabile e potrebbe trarre in inganno. Paragonare per esempio l’acqua di Iesolo a quella di Pantelleria non ha molto senso, e lo si può vedere da sé a occhio nudo. La stessa cosa accade quando alcune località entrano a far parte della classifica, mentre altre ne sono escluse. Queste stesse località, sempre per esempio, sono giudicate al contrario dalla Guida Blu di Legambiente. Chi ha dunque ragione?

Facciamo un distinguo
Vele della Guida Blu di Legambiente e Bandiere blu della Fee (Foundation for Environmental Education) dovrebbero essere in teoria la stessa cosa. Ovvero un riconoscimento basato sugli stessi criteri di affidabilità ‘ambientale’ delle località turistiche e rivierasche. Ma allora perché in alcuni casi una località compare in uno degli elenchi, mentre non c’è nell’altro? Oppure nella Guida Blu è giudicata inaffidabile da punto di vista ambientale e invece compare come ‘virtuosa’ nelle Bandiere Blu?

Il problema
Il problema centrale dell’affidabilità presunta dei due metodi di valutazione sta proprio nelle procedure di valutazione e assegnazione del riconoscimento o meno. La Fee ha dunque i suoi termini di valutazione e Legambiente altrettanto. Per cui accade che una località come Numama in provincia di Ancona riceva la Bandiera Blu, mentre Legambiente nella sua Guida Blu le assegna soltanto 2 petali per la conservazione dell’ambiente, 2 raggi di stella per l’accoglienza e neanche un’onda per la qualità e pulizia dell’acqua, delle spiagge e così via. Per cui, dovendo scegliere, si dovrebbe andare a passare le vacanze lì o no? La scelta dipende da chi dei due giudizi si ritiene personalmente più affidabile. Tuttavia fa pensare il fatto che la Fee riconosca la Bandiera Blu a una località come il Lido di Policoro in provincia di Matera (Basilicata), mentre a pochi chilometri sorge l’impianto nucleare Itrec di Trisaia, che scarica in mare gli scarti della produzione – ossia gli effluenti liquidi radioattivi.

La reale differenza
Le Bandiere Blu, secondo il regolamento della Fee, sarebbero riconosciute piuttosto in base a un atto di fede. Nel senso che per ottenere la certificazione, il Comune interessato deve presentare spontaneamente all’associazione una congrua documentazione autocertificata che dimostri l’impegno dell’amministrazione per l’ambiente. In sostanza, la Bandiera Blu indica che tale località, secondo quanto dichiarato, si sta dando da fare per migliorare le condizioni ambientali del territorio, l’accoglienza, la qualità delle acque e così via. Per poi sperare che sia davvero così.
Al contrario, la Guida Blu di Legambiente si basa su dati reali, oggettivi e in ‘tempo reale’ presi sul campo dagli esperti (per mezzo delle note Golette Verdi) sulla qualità delle acque, sull’inquinamento o meno di queste, sulla qualità della ricettività sostenibile e delle spiagge, sulla gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, la conservazione del patrimonio (anche culturale, artistico e gastronomico) eccetera. Tutto ciò, senza che i Comuni possano interferire o proporre la loro candidatura.

Bandiere Blu poco affidabili?
Le Bandiere Blu sono dunque sinonimo di qualità? «I criteri di assegnazione delle bandiere blu non rendono giustizia della qualità ambientale di un territorio – spiega in un’intervista a Linkiesta Sebastiano Venneri di Legambiente – È come se entrassimo in un ristorante e valutassimo solo la qualità del servizio, le tovaglie e le posate, ma senza valutare la qualità del cibo». Ma qui parliamo di mare e della sua acqua. Le Bandiere Blu sono assegnate in questo caso in base ai dati forniti dal Ministero della Salute e delle Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. «Un parametro – sottolinea Venneri – che non dice nulla sulla qualità ambientale del mare. Non vuol dire che sia rispettata la qualità ambientale solo perché il mare rientra negli standard sanitari». Se infine si fa una comparazione tra le Bandiere Blu e le ‘vele’ della Guida Blu si scopre che vi sono differenze notevoli da località a località. L’ultima decisione su quale sarà la meta delle prossime vacanze spetta alla fine a noi, sempre in base a chi riteniamo sia più affidabile.