28 aprile 2017
Aggiornato 10:00
Musica italiana

Renato Zero: «La terra č la stazione di partenza»

Tour con l'orchestra per 50 anni di musica. Si intitola «Zerovskij... solo per amore» come il concept album in uscita a maggio con i brani scritti per l'occasione. Lo spettacolo al via il primo luglio da Roma.

Renato Zero: riparto dall’amore con il progetto «Zerovskij» (© ANSA)

ROMA - «Dopo Dostoevskij, Cajkovskij, Fiorellovskij, Baudovskij e Costanzovskij, ci mancava... Zerovskij». Così, in un incontro stampa, Renato Zero presenta simpaticamente il suo nuovo progetto, intitolato "Zerovskij... solo per amore", a suggellare i 50 anni di carriera che, dice scherzosamente, «cominciano domani». Un progetto tra musica dal vivo e recitazione con 61 elementi d'orchestra sinfonica, 30 coristi, 7 attori. «Non mi sento solo», spiega. «Siamo una famiglia, una bella famiglia». «Ho ancora qualcosa da dire, una grande passione e volontà di darmi - racconta l'artista romano - è un po' una giovinezza ostinata. In un momento in cui il Paese ha grossi problemi da risolvere, è bello scendere in campo, con una orchestra eccezionale, a dimostrazione che si può anche dare di più, come dicevano miei tre colleghi a Sanremo».

La terra è la stazione di partenza
«Zerovskij... solo per amore» parte da Roma a luglio con 5 appuntamenti dal vivo al Centrale Live - Foro Italico (1-2-4-5 e 6 luglio), per poi proseguire su altri prestigiosi palchi italiani: dal Teatro del Silenzio di Lajatico (PI) all'Arena di Verona, per concludere nel suggestivo Teatro Antico di Taormina. «Abbiamo voluto portare lo spettacolo nei posti più disparati, per non andare solo dove il benessere è maggiore. Il centrosud soffre». Perché non allo stadio? «Mi fa paura, perché vedo le persone come formichette. Da sorcini a formiche ce ne passa», scherza. E altre date? «Sicuramente, me lo auguro, significherebbe che la gente ha compreso lo spirito di questo progetto». «Voglio raccontare l'uomo, le sue negazioni, i suoi pregi, anche la morte. In questa circostanza l'ho resa non piacente ma accettabile, forse anche simpatica. La terra - spiega Renato Zero - è la stazione di partenza. Tocchiamo diversi argomenti, ma l'amore è fondamentale, se non hai il biglietto dell'amore non puoi viaggiare. Un messaggio contro tutti quei Salvini e Trump che perdono la ragione sociale del vivere».

La musica che arriva dall'estero offende
E a maggio anche l'uscita di un disco di inediti, un concept che riprende il progetto per l'orchestra sinfonica. «Amore è il filo conduttore, ma mette in moto tutto. Parlo di tempo, di odio, di morte, di vita, ma l'amore è il perno dove ruota tutto. L'amore è la figura accentrante, colui che accende la miccia». Il prezzo del concerto a cifre modiche, prevendite disponibili dal 28 marzo su vivaticket.it. «Il monopolio non mi è mai piaciuto e contro la crisi diamo a tutti la possibilità di esistere. Mi interessa sentirmi garantito da una equa distribuzione delle forze e delle energia. Trovo un sacrilegio pensare alla cultura considerata ancora per pochi». Un progetto che nasce «dalla certezza di poter stare ancora sul palco con un equilibrio, una lucidità e di essere presente al desiderio del pubblico». Renato Zero critica infine la musica straniera: «La musica che arriva dall'estero offende - chiosa - è un copia-incolla che offende. Questo Paese ha bisogno di italianità, di potersi svegliare la mattina con entusiasmo e avere qualcosa da raccontare. Invece ci troviamo in cassa-integrazione, dove furbi hanno sempre la meglio».