23 maggio 2017
Aggiornato 14:30
Curiosità

Adozioni a distanza: ora si adottano anche i detriti spaziali

Salva lo spazio: adottata un detrito spaziale e riceverai un Tweet ogni volta che si avvicina a te.

Progetto Adrift (© Andrey Armyagov | Shutterstock)

Una volta si adottavano solo bambini. Ora si possono adottare piante da frutto, erbe medicinali, animali e altro ancora. Ma la vera novità sono nientemeno che i detriti spaziali. Sì avete capito bene: se volete fare un’adozione ‘alternativa’ potete affidarvi alla spazzatura che si trova in orbita.

Progetto artistico e interattivo
Chi l’avrebbe mai detto che nel nuovo millennio sarebbe iniziata l’era delle adozioni alternative? Quella di Adrifit però non è un’idea insensata come potrebbe apparire a una prima occhiata. Si tratta di un progetto artistico e interattivo che ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema che pochi prendono in considerazione: i detriti spaziali – che, anche se non li vediamo, ce li abbiamo che gironzolano sopra le nostre teste . L’idea è nata dalla mente di due artisti di origine britannica: Cath Le Couteur e Nick Ryan.

  • Le nuove regole ‘spaziali’
    Da tempo sono ormai in vigore nuove regole anche per lo spazio. Una di queste è stata indetta dall’International Telecommunications Union che richiede la rimozione di un satellite entro 25 anni dalla sua messa in orbita.

Troppa spazzatura
Se vi sembra che stiamo producendo troppa spazzatura già su questo pianeta e perché non avete ancora rivolto lo sguardo all’insù. Dagli anni ‘60 a oggi lo spazio è stato costellato da milioni di micro-detriti, di cui 29.000 pezzi di un volume abbastanza rilevante – attualmente tenuti sotto controllo dalle varie agenzie spaziali. Oltre a non essere ottimale per l’ambiente tali detriti potrebbero causare non pochi problemi a velivoli e satelliti che potrebbero trovarsi nelle vicinanze. In realtà non sappiamo ancora come sarà possibile rimuovere i vecchi detriti presenti nello spazio, ma sono state proposte alcune soluzioni: dai raggi laser a delle enormi reti ‘da farfalle’.

  • Sapevi che…?
    Se la quantità di detriti raggiungerà una certa soglia, potrebbe verificarsi quella che viene chiamata la Sindrome di Kessler – un’incredibile (e infinita) reazione a catena di collisioni.

Gli oggetti che puoi adottare
Adottare detriti non sarà la soluzione al caos che l’essere umano è riuscito a fare anche nello spazio, ma può essere un inizio per cambiare le cose. Tra gli oggetti vintage che vengono proposti ci sono il Vanguard I – ovvero il primissimo satellite a energia solare mai costruito e lanciato in orbita nel 1958. Il secondo è il SuitSat una tuta spaziale russa che è stata espulsa dalla stazione internazionale nel 2006. La sua, ehm, particolarità è quella di contenere quantità incredibili di spazzatura. Infine, per gli amanti della tecnologia c’è il fengyun-1C il satellite meteorologico cinese distrutto nel 2007 per mezzo di un missile.

Twitter ti aiuta a tenere sempre d’occhio l’oggetto che hai adottato
La particolarità di questo progetto è che i detriti spaziali che sono stati adottati potranno essere sempre tenuti d’occhio grazie a Twitter. Vi verrà inviato un tweet ogni volta che il detrito passerà sopra la vostra testa.