23 maggio 2017
Aggiornato 14:30
Nutrizione del futuro

Uhm, buona… È la farina di scarafaggi, e l’hanno ideata gli scienziati

Nella continua ricerca di possibili soluzioni alla fame nel mondo e alla sempre più massiccia richiesta di cibo, che sta per arrivare al collasso, gli scienziati sono sempre al lavoro. Un risultato potrebbe essere la farina di scarafaggio che, secondo chi l’ha prodotta, potrebbe essere una risposta. Ma non solo, dato che sarebbe anche buona

Farina dagli scarafaggi, la sfida del futuro dell'alimentazione (© Dejawu | shutterstock.com)

Gli insetti sono dunque destinati davvero a divenire il cibo del futuro? Lo potrebbero visto che la produzione di cibo non riesce a sopperire alla richiesta sempre più alta. Le coltivazioni intensive e gli allevamenti altrettanto intensivi stanno distruggendo il pianeta. Ma, nonostante ciò, la fame nel mondo è ancora troppo diffusa. Ecco allora arrivare dagli scienziati brasiliani una risposta: la farina di scarafaggio.

Buona e nutriente
Le ricercatrici brasiliane avrebbero dunque prodotto una farina partendo proprio dagli scarafaggi (o blatte), insetti che pare abbondino in molti Paesi dove vi è scarsità di igiene e di cibo. Ma non solo. Secondo le due scienziate, questa farina contiene il 40% in più di proteine rispetto alla farina di frumento. La presenza di proteine animali la farebbe un potenziale sostituto della carne – specie laddove non è disponibile. Oltre a ciò, le ricercatrici ritengono che sia anche buona da mangiare e che possa essere utilizzata in sostituzione della farina di cereali nella produzione di piatti che necessitano appunto di farina.

Gli scarafaggi ‘da farina’
Per produrre la loro farina, le ricercatrici hanno utilizzato una particolare specie di scarafaggi: la Nauphoeta cinerea. Ovviamente non hanno utilizzato insetti raccolti in giro e ‘sporchi’, ma questi sono stati appositamente allevati, seguendo e rispettando le normative igieniche previste dalle Autorità sanitarie del Brasile.

Contengono più proteine
Come accennato, mangiare insetti o la farina ricavata da essi, permette di assumere anche proteine. Ma vi sono insetti che ne contengono di più e altri di meno. «Abbiamo usato gli scarafaggi – sottolineano le scienziate – perché è l’insetto che contiene la maggiore quantità di proteine, e racchiude 8 dei 9 amminoacidi essenziali. Possiede grassi di alta qualità di cui possiamo usarne quasi il 100%. Le Nazioni Unite – proseguono le ricercatrici – stimano che entro il 2050 non ci sarà abbastanza terreno per produrre tutto il cibo che servirà a tutta la popolazione mondiale. Nel caso dell’allevamento di insetti, servono meno spazi ed è una produzione ecologica perché richiedono molto meno acqua. […] Oggi non è una realtà, ma nel futuro le persone dovranno abituarsi all’idea». Ci abitueremo?