27 marzo 2017
Aggiornato 14:30
Stile

Morgatta: «La moda? Io ve la racconto come mai nessuno prima»

Abbiamo incontrato e subito amato, l'autrice del libro «Sfashion», nella vita Marina Savarese. Con lei abbiamo parlato di tendenze, fashion blogger e nuovi progetti in un modo assolutamente inedito

Marina Bavarese sul web Morgatta e il suo libro Sfashion (© )

TORINO – Al bando tutti i pregiudizi che avete su chi la moda la fa! Qualcosa sta cambiando e le innovatrici sono dietro l'angolo. Proprio come Marina Savaresa, sul web Morgatta, che con il suo ultimo libro Sfashion sfata molti dei miti legati al fashion system e ci regala tanti di punti di vista critici sull'argomento. Noi l'abbiamo incontrata a Torino, dopo la presentazione del libro al Circolo dei Lettori ed è stato un colpo di fulmine sfociato in questa intervista.

Marina presenta Morgatta e Morgatta presenta Marina.
«Morgatta chi? Quella con il nome da cartone animato, i capelli rosa, che scrive i manuali di seduzione e poi rimane single? Ahahah, simpatica ragazza, penna pungente e parecchio ironica. Però quando va in giro vestita da arcobaleno…insomma, comincia ad avere un'età…»
«Sarai giovane te, Marina. Tutti i lavori e le cose che hai fatto le definisci 'esperienza', in realtà si chiama invecchiare. Poi per carità, sei capace tanto quanto testarda, iperattiva e il tuo impegno tra scrittura e moda è ammirabile. Però tatuaggi anche basta, sembri una cartina geografica!». Ecco, io non le farei continuare, potrebbero andare avanti ore, nonostante siano facce identiche della stessa medaglia ;)

Con Marina alla presentazione torinese di Sfashion

Con Marina alla presentazione torinese di Sfashion (© Alfio Perino)

A cosa pensi di preciso quando scrivi «la moda come non ce l'hanno mai raccontata»?
Penso che come te la racconto io non te la racconta nessuno! Non tanto nei contenuti, sono cosciente di non aver inventato niente, le mie riflessioni le hanno fatte in diversi, però volevo trovare un modo affinché i messaggi ed i miei spunti di riflessione potessero arrivare ai trend setter così come a mia mamma. La letteratura legata alla moda è sempre molto tecnica, per «addetti ai lavori», ricca di paroloni e concetti filosofici che fanno tanto figo almeno quanto sono contorti, però sono scritti da professionisti e quindi va bene così. Le riviste di moda sono molto cool e trendy ma fondamentalmente pubblicitarie, gli articoli non vanno mai oltre, non incontri mai una critica o un invito alla discussione (dopotutto è comprensibile, ci sono marchi che pagano). Nel libro te la racconto con un'ottica a 360° su questo mondo, ovvero di una che l'ha sempre amata e conosciuta in tutti i suoi aspetti: ho studiato come stilista, poi ho lavorato in tutti gli ambiti, dalla ricerca tendenze alla produzione all'allestimento dei negozi, come buyer e pure dietro le quinte delle sfilate (no, la modella no per ovvie ragioni). Ed anche come una persona comune che compra, ma che non subisce acriticamente il fascino dell'ambiente, anzi…mi sto facendo parecchie domande. Il tutto con un linguaggio accessibile e ironico, quasi raccontato. Vorrei essere letta e capita, se poi riesco a stimolare anche la riflessione e qualche micro-cambiamento sono la donna più felice del mondo.

Che rapporto hai con le/i fashion blogger? C'è qualcuno che ti senti di consigliare?
Li adoro! Scherzo, non li adoro, ma diciamo che al momento preferisco non avere rapporti ;) All'inizio, quando questo mondo era ancora in fase embrionale, osservavo spesso i blog di moda, più come mia ricerca sociale dietro a questo fenomeno di costume che per interesse reale delle proposte che facevano. E fin da subito mi hanno sempre destato perplessità, perché a parte The Sartorialist, Garance Doré e pochi altri, non ho mai trovato contenuti originali, interessanti e con un taglio editoriale particolare. Oggi peggio che andar di notte, il fashion blogging si è esteso a macchia d'olio, ma la qualità è sempre minore, mentre quello che si ricerca è la fama personale, non per meriti particolari, ma solo per esibire ed esibirsi. Un gioco fine a se stesso. Peccato, con tutti i follower che hanno potrebbero davvero cercare di veicolare messaggi differenti e raccontare una moda alternativa a quella che già vediamo pubblicizzata su cartelloni e riviste. Consigliare, a parte le mitiche «sciure» di Advanced Style, che comunque rimangono il mio riferimento di stile e di vita, Imnotafashionblog, per scoprire cose nuove attraverso i collage di Annamaria, mi fanno molto ridere le ragazze di Vita su Marte, ma sono sono prettamente fashion blogger, ed altre riviste online legate alla moda etica ed alternativa, come quello di Fashion Revolution o Mochni.

La presentazione al Circolo dei Lettori di Torino di Sfashion

La presentazione al Circolo dei Lettori di Torino di Sfashion (© Alfio Perino)

Spesso nel tuo blog e nei tuoi libri consigli di non prendersi troppo sul serio. Perché?
Credo che nella vita servano una buona dose di auto-ironia, il sorriso e la leggerezza. Prendersi veramente sul serio equivale ad abbrutirsi e rinchiudersi nelle proprie convinzioni. Ogni tanto, vedendo certa gente estremamente impalata, mi viene voglia di scuoterla e dirgli «E fattela 'na risata!». La vita sa essere pesante, non c'è bisogno di metterci il carico da 90. Quando si parla di moda poi, figurati, il magico mondo dell'effimero, meno sul serio si prende e meglio è. Sono convinta che sia possibile far passare messaggi importanti senza essere necessariamente pallosi o impostati, perché la leggerezza non è superficialità!

Passi 1/3 della tua vita a Ibiza. Cosa hai trovato laggiù?
Ho trovato la magia…Non so ancora spiegarmelo bene, ma da quando ci ho messo piede la prima volta, stiamo parlando di almeno 12 anni fa, mi sono sentita subito a mio agio, come a casa. Sarà il suo mix di mare, natura selvaggia, musica, animazione, colori, feste, ritiri spirituali, mercati, nudismo, famiglie, piume, glitter e latex: tutto e il contrario di tutto in un'unico luogo, vista mare. Ho trovato un'isola con il fermento di una metropoli. Ho trovato gente che viene da tutte le parti del mondo e scegli di vivere in questo posto: alcuni folli, altri illuminati, altri che vengono qui per lavorare tranquillamente. Ma soprattutto ho trovato un posto dove nessuno ti giudica, nessuno punta il dito, dove se vai in giro vestita come un arcobaleno e con i capelli rosa non ti squadrano da capo a piedi come se fossi un marziano (in compenso qualcuno con i marziani dice di averci parlato…evabbè). Un' isola libera dove puoi essere libera. Con pregi e difetti, ma quando sto qui mi sento più leggera.

Prossimi appuntamenti in cui possiamo ascoltarti e venire a conoscerti?
A fine aprile (credo il 27, ma è da confermare) sto organizzando un incontro per la Fashion Revolution Week a Firenze: «Socially Conscious Design: Perché puntare sul design sostenibile e come progettarlo». Diciamo che l'evoluzione di Sfashion sarà orientata a portare gli argomenti del libro fuori dal libro e cominciare a parlarne sul serio (e anche a fare). Con me ci saranno rappresentanti di Fashion Revolution Italia e di alcuni brand che già producono in quest'ottica; le testimonianze sono importanti, se no si parla sempre di moda etica e sostenibile ma in pratica nessuno sa né cosa vuol dire né da dove iniziare. Probabilmente farò anche qualche altra «presentazione» del libro, ma al momento non so nemmeno dove sarò domani ;) L'unico modo per rimanere aggiornati e seguire la pagina FB: https://www.facebook.com/Sfashionthebook/?fref=ts