27 marzo 2017
Aggiornato 18:30
Donne e violenza

Festa della donna: uomini che odiano le donne sul web, chi sono e perché

Il criminologo traccia l’identikit del misogino online. Minacce, atti di vandalismo e controllo ossessivo: 3,5 milioni di donne in Italia sono vittime di stalking. Ecco da parte di chi e perché accade tutto ciò

Più di 3 milioni le donne vittime di stalking online (© Burdun Iliya | shutterstock.com)

Accanto a quelle ‘tradizionali’ oggi esistono purtroppo nuove forme di persecuzione per le donne: sono quelle attuate con i mezzi tecnologici (o 2.0) e che prendono tra gli altri il nome di cyber-stalking, revenge porn, stupro virtuale su Facebook e così via. Tra le vittime illustri anche Diletta Leotta e Bebe Vio. Ma si stima siano almeno 3,5 milioni le donne vittime di stalking in Italia. Il criminologo spiega chi mette in atto queste persecuzioni e molestie e perché.

Favoriti dalla tecnologia
I molestatori online si fanno forti dei mezzi offerti dalla tecnologia, anche perché questo permette loro un maggiore anonimato. Troppo spesso, infatti, Internet diventa strumento di persecuzione nonché gogna virtuale dove le donne vengono esposte a umiliazioni, insulti, nonché a veri e propri incitamenti allo stupro. Un fenomeno odioso, salito agli onori delle cronache dopo il tristemente noto caso di Tiziana Cantone, morta suicida dopo la diffusione in rete dei suoi video hot privati. Ma, tra le vittime più recenti dei misogini online, si registrano anche la giornalista e conduttrice Sky, Diletta Leotta, nonché l’atleta paraolimpica Bebe Vio.

Una strage
In un contesto che vede l’Italia protagonista di un’autentica strage di donne (116 casi di femminicidio solo nel 2016), dove il fenomeno dello stalking ha assunto dimensioni da vero e proprio allarme sociale (3,5 milioni di vittime secondo l’ISTAT), in occasione della Festa della Donna, il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione ribadisce il ruolo strategico dei camici bianchi nel prevenire atti persecutori e di violenza; per questo, in partnership con Consulcesi Club, ha realizzato il corso FAD (Formazione a Distanza) dal titolo ‘Disturbo dissociativo dell’identità e situazioni di rischio’, online gratuitamente sul sito www.corsi-ecm-fad.it.

Il corso
Il corso è articolato in cinque lezioni. Offre una panoramica esaustiva sui disturbi dissociativi (a partire da quello dell’identità), illustrandone le manifestazioni più pericolose – quali, per esempio, lo stalking – ed evidenziando le necessarie strategie di colloquio psichiatrico nonché le possibili terapie. Responsabile scientifico, il professor Vincenzo Mastronardi, psichiatra e criminologo clinico, già titolare della cattedra di Psicopatologia Forense presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma ‘La Sapienza’ e direttore del Master di II livello in Criminologia, Sistema Penale, Psicopatologia forense, Investigazioni e Sicurezza della UNINT (Università degli Studi Internazionali di Roma). Al termine delle lezioni è previsto un questionario finale che accerta la comprensione dei contenuti e assegna 6 crediti formativi ECM. Abbinato al corso, il Film Formazione ‘Echoes’, cortometraggio diretto da Andrea La Mendola e già vincitore di numerosi premi in prestigiose rassegne internazionali come il ‘Santa Monica Film Festival’ e i ‘Los Angeles Movie Awards’, in cui un uomo afflitto da un disturbo di personalità si trova a dialogare con il suo alter-ego allo specchio per cercare di ricostruire l’omicidio della sua fidanzata misteriosamente assassinata. In questo duello tra le sue due personalità emergono ricordi, in forma di flashback, sepolti nel suo inconscio che lentamente vanno a svelare la vicenda in un crescendo emotivo e di tensione. ‘Echoes’ si aggiunge all’ampio catalogo di Film Formazione offerti dal provider ECM 2506 Sanità in-Formazione: una lista di produzioni che hanno già riscosso enorme successo tra i camici bianchi grazie a film selezionati in prestigiosi festival cinematografici.

Chi e perché
Il criminologo Vincenzo Mastronardi ha stilato una lista di quelle che sono le tipologie di cyberstalker, e una guida alle motivazioni che spingono questi soggetti ad agire, la loro vita online e che tipo di rapporto instaurano con le vittime.

Le tipologie di cyberstalker
1. Troll: provocatore;
2. Twink: seccatore;
3. Cheese player: approfittatore di bug dei videogiochi;
4. Snert snot-nosed egoistical rude teenager: adolescente maleducato ed egoista;
5. Griefer: guastafeste.

Le motivazioni del cyberstalker
1. Desiderio di essere visibile pur senza esserlo nella sua vera identità;
2. Scaricare pulsioni aggressive;
3. Esibizionismo.

La vita on line del cyberstalker
1. Si ritaglia uno spazio in una situazione o in un ambiente della rete (col tempo aumenta l’attaccamento a questo spazio);
2. Intensifica la presenza nell’ambiente (aumenta il numero di ore on line, aumenta il numero di messaggi e le relazioni);
3. Ha bisogno di stare in rete, sente suo l’ambiente;
4. Vive l’arrivo di un altro utente come invasione del proprio territorio, del suo status e sviluppa una reazione aggressiva.

Il rapporto tra cyberstalker e vittima
Il cyberstalker spersonalizza la sua vittima che diventa solo un oggetto da denigrare e c’è una distanza che depriva il rapporto di emozioni e sentimenti, pertanto mancano tutta una serie di feedback che ne caratterizzano il rapporto con la vittima nella vita reale e il meccanismo mentale che scatta nel soggetto è quello dell’autogratificazione, dove si verificano i seguenti perversi quesiti:
La mia vittima sta soffrendo?
Ho colpito nel segno?
Quanto è grande la sua frustrazione?
La mia vittima si sente umiliata?