23 maggio 2017
Aggiornato 14:00
Cattive abitudini

Nelle piscine non solo acqua, ma anche 70 litri di urina

Sono molte, troppe, le persone che non si fanno scrupolo di fare la pipì in piscina. E così ci si ritrova a fare il bagno in una latrina. Uno studio canadese evidenzia come in una piscina vi possano essere quasi 70 litri di urina con cui veniamo in contatto

Nelle piscine c'è anche molta urina (© VGstockstudio | shutterstock.com)

Fare il bagno nella pipì, letteralmente. Non è una nuova strana mania o una pratica dell’epoca New Age, ma una realtà per chi frequenta le piscine. Secondo uno studio dei ricercatori dell’Università di Alberta (Canada) in una piscina ci possono essere fino a circa 70 litri di urina (17 galloni). E la cosa non è per nulla piacevole né salutare.

Un malcostume
Quello di fare la pipì in piscina è un malcostume piuttosto diffuso, e non solo in Canada ma anche qui nel nostro Paese. Sono già stati infatti condotte delle ricerche in cui è appunto emerso che molte piscine contenevano anche livelli un po’ troppo elevati di urina. Questa cattiva abitudine non solo è poco igienica, ma può anche avere ripercussioni sulla salute – specie se disgraziatamente capita di ‘bere’ mentre si nuota.

Lo studio
I risultati completi dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Environmental Science & Technology Letters, e riportano come i ricercatori abbiano analizzato la presenza di urina nell’acqua di 31 piscine e vasche idromassaggio. Nello specifico, gli scienziati hanno misurato la quantità di un dolcificante artificiale (l’acesulfame K o ACE) che viene espulso con l’urina, per cui la sua presenza nell’acqua denuncia che qualcuno ha fatto la pipì. In base ai livelli del dolcificante nell’acqua sono così riusciti a calcolare che in una piscina di 830mila litri, grande un terzo di una olimpionica, sono stati emessi 75 litri di urina nell’arco di tre settimane. L’escrezione media di urina per nuotatore in piscina è di circa 70 ml.

La confessione
Interrogati, molti dei nuotatori per sport e il 19% degli adulti hanno ammesso di urinare in piscina, o di averlo fatto almeno una volta – purtroppo. «Vorremmo che il nostro studio servisse a promuovere una maggiore educazione verso gli altri – si augura Lindsay Blackstock dell’Università di Alberta – e a convincere i nuotatori a uscire dall’acqua se hanno una necessità impellente».

Comprendere cosa accade all’acqua
Il dottor Xing-Fang Li, coautore dello studio, ha sottolineato come questo studio ha messo in evidenza la necessità di migliorare la comprensione della chimica dell’acqua nelle piscine per sensibilizzare ed educare il pubblico sull’importanza delle pratiche igieniche nel nuoto. «L’alta concentrazione di ACE nel 100% delle piscine e vasche idromassaggio dimostra l’impatto umano sulla qualità dell’acqua – conclude Xing-Fang Li – L’associazione dell’asma professionale nei nuotatori con i sottoprodotti di disinfezione volatili (DBP) mette in evidenza la necessità di controllare la qualità dell’acqua delle piscine».