30 aprile 2017
Aggiornato 05:00
Cronaca

Scandalo per il prete denunciato per violenza e favoreggiamento della prostituzione. Nella canonica sex toys e materiale pornografico

A seguito di una denuncia di una presunta vittima, mercoledì scorso una perquisizione nell’abitazione del parroco di San Lazzaro (Padova) ha fatto emergere uno squallido sottobosco di mercificazione del sesso: ora il prete è indagato per favoreggiamento della prostituzione e violenza privata. In canonica si faceva sesso tutti i giorni. Ora si cercano altre vittime

Scandalo a San Lazzaro per il prete (© hafakot | shutterstock.com)

Un paese e un prete nella bufera. Dopo lo scandalo che ha interessato il parroco e le parrocchiane di San Lazzaro (Padova), ora sono in molti a tremare. Nella canonica si faceva sesso, tutti i giorni. E lo si faceva anche a pagamento e con violenza, stando al racconto di una ‘vittima’ (ed ex amante del prete) che ha sporto denuncia il 6 dicembre scorso.

Sex toys e pornografia
Mercoledì scorso l’abitazione del 48enne parroco di San Lazzaro è stata oggetto di perquisizione da parte delle forze dell’Arma. Qui sono stati trovati numerosi sex toys e materiale pornografico (video amatoriali). La perquisizione è scattata dopo la denuncia di una donna che avrebbe avuto una relazione con il prete. L’avvocato del parroco, intanto, prende tempo e dichiara che si sta attendendo di capire che cosa sia successo e cosa sia realmente contestato al suo assistito.

Prostituzione
L’attività del religioso però pare non si fermasse all’avere rapporti sessuali con le parrocchiane, ma si era allargata a qualcosa di più remunerativo: indurre alla prostituzione le sue ‘amanti’, cercando addirittura i clienti su siti a luci rosse. Tutto questo è emerso grazie all’analisi delle numerose tracce lasciate dal ex parroco sui propri apparati come computer e iPad. Le donne erano state in alcuni casi convinte dal religioso a pubblicare offerte di sesso direttamente sui siti con annunci porno, postando anche foto che le ritraevano nude e i numeri di cellulari.

Il triste commento del vescovo
Dopo lo scandalo che ha travolto la piccola cittadina di San Lazzaro, durante l’omelia di Natale il sostituto dell’ex parroco, don Paolo Doni, ha letto il messaggio inviato dal vescovo Claudio Cipolla ai parrocchiani. «È un Natale un po’ più partecipato e vero del solito quello di quest’anno – scrive il vescovo – soprattutto perché non abbiamo e non ho avuto tempo di elaborare la sofferenza provocata dalle notizie dell’indagine a carico di un nostro parroco al quale, anch’io come cittadino e come vescovo, riconosco il diritto di essere ascoltato dagli inquirenti e di difendersi dalle accuse pesanti che gli sono mosse, in vista che si faccia piena luce e verità per tutte le persone coinvolte».

Ora si cercano altre vittime
Dopo la perquisizione, le indagini proseguono a ritmo serrato per trovare se e quali siano le altre vittime. Le indagini sono coordinate dal Pm Roberto Piccione. Già giovedì scorso i Carabinieri hanno acquisito presso la curia tutta la documentazione relativa al sacerdote indagato, con l’intanto di scandagliare nei minimi particolari la sua vita alla ricerca di possibili altre vittime del mercato del sesso. Per ora ci sono le confessioni di tre donne: una di 49 anni, autrice della denuncia, che ha raccontato di aver avuto una relazione con il prete dal 2010. Ma la svolta è arrivata nel 2012 quando, secondo la donna, il parroco avrebbe iniziato a offrirla ad altri uomini in cambio di soldi. L’altra donna è una 51enne, che pur non avendo presentato denuncia avrebbe parlato di rapporti sessuali violenti avuti con l’indagato. Anche la terza ‘vittima’ ha 51 anni, sposata, sarebbe stata l’amante del prete soltanto fino a che questo le avrebbe proposto di avere rapporti con altri uomini. Da alcune indiscrezioni pare anche che alla Diocesi fossero già giunte diverse segnalazioni sul conto del parroco di San Lazzaro, e dunque la Curia non risulterebbe del tutto ignara della vicenda. Ora si attendono nuove rivelazioni che possano fare luce sull’accaduto. Intanto, molte famiglie tremano.