24 marzo 2017
Aggiornato 05:00
Eccezionale scoperta

Ostia era più grande di Pompei

Grazie ad un lavoro congiunto di Soprintendenza archeologica di Roma e delle due università inglesi di Southampton e Cambridge, è emersa una parte di Ostia antica fino ad oggi segreta, che arriverebbe a coprire un'area grande quasi il doppio di Pompei

ROMA - Una scoperta archeologica straordinaria, sinora del tutto inimmaginabile: secondo un recente lavoro congiunto della Soprintendenza archeologica di Roma e delle due università inglesi di Southampton e Cambridge, sarebbe esistita una parte di Ostia antica fino ad oggi segreta, più grande di Pompei.

«Risultati eccezionali» secondo gli studiosi, che dimostrano come nel I secolo a.C il Tevere non chiudesse la città a nord, ma la dividesse in due parti. Questo rivela anche come l'intera zona del porto di Roma fosse vastissima, ben 126 ettari, contro i 66 di Pompei.

Torri, magazzini, nuove mura di cinta e tracciati stradali finora sconosciuti, che ridisegnano l'intera area. «Ostia era lo sbocco fluviale, la città colonia che aveva le chiavi di accesso di tutte le merci, materiali e culturali, che dal Mediterraneo arrivavano a Roma», hanno spiegato gli esperti coinvolti.

Sulle mura, a intervalli regolari, sono state ritrovate grandi torri di sei metri per otto. Tra il Tevere e le mura erano presenti almeno quattro grandi edifici, tre dei quali hanno caratteristiche simili a quelle dei magazzini presenti nelle aree già scavate di Ostia, dove il più grande ha una pianta di 83 metri per 75.

Le mura, lunghe oltre 500 metri, hanno le torri rettangolari e racchiudono e difendono quattro grandissimi edifici di stoccaggio, un modo ingegnoso per difendere a tutti i costi il cibo destinato alla città di Roma.

La presenza di queste grandi aree di stoccaggio riapre il tema delle dimensioni degli scambi commerciali che si svolgevano sulle sponde del fiume nei primi due secoli del millennio. «L’indagine geomagnetometrica, infatti, aumenta di circa il 50% lo spazio dedicato al deposito di merci, che arriva così ad almeno 70 mila metri quadrati, indicazioni che non mancheranno di influire sulla ricostruzione della topografia di una delle città romane più importanti del Mediterraneo».