23 marzo 2017
Aggiornato 09:00
Società

Video porno di una 16enne gira su WhatsApp. Insulti e minacce

Su WhatsApp è stato diffuso e condiviso un video che ritrae una ragazza di 16 anni in rapporti sessuali con un amico. La ragazza è stata inondata da insulti e minacce. Alla fine interviene la Polizia Postale

Un video porno con una ragazza di 16 anni diffuso su WhatsApp (© Olena Zaskochenko | shutterstock.com)

Un video porno che riprende una 16enne è stato oggetto di diffusione su WhatsApp. Nel giro di due sole settimane, il filmato che riprende la ragazza mente amoreggia con un amico è divenuto virale. La ragazza, nel frattempo, è stata sommersa da volgarità, insulti, minacce. Ora però la Polizia Postale è intervenuta per fare chiarezza sulla vicenda. Intanto, come riporta L’Unione Sarda, i genitori hanno presentato una formale denuncia.

Le indagini
L’Ifos, l’Istituto di Formazione settore psico socio-sanitario, aveva segnalato la faccenda che ha poi fatto scattare le indagini da parte della Polizia Postale. Nello specifico è stato Luca Pisano, direttore Dell’Ifos e dell’istituto e componente dell’Osservatorio sul Cybercrime che ha pubblicato un appello su Facebook: «Urgente (diffusione virale video pedopornografico). Avviso per i genitori di Cagliari e hinterland. Da una segnalazione che mi è pervenuta risulta che un video (pedo) pornografico, in cui è visibile e riconoscibile una ragazzina (16 anni) di Cagliari, è persistentemente diffuso da numerosi ragazzi e ragazze tramite Whatsapp».

Gli attacchi
Da lì, dopo la pubblicazione del post, sono iniziati «i consueti attacchi alla ragazzina – ha spiegato Pisano all’Ansa – oggetto di insulti e vessazioni. Premesso che la Polizia Postale è stata già allertata e che la condivisione del video costituisce reato, è necessario che i genitori controllino il cellulare e il profilo Facebook dei propri figli al fine di collaborare. È, infatti, necessario fermare la diffusione virale del video».

Identificare i ‘colpevoli’
A seguito dell’avvio dell’indagine, gli agenti della Polizia Postate presenteranno a breve una relazione alla Procura per i Minorenni e alla Procura ordinaria, che conterrà anche i risultati del lavoro di identificazione dei partecipanti al video: il ragazzo che ha avuto il rapporto con la ragazza, chi ha girato e poi diffuso il video.

Il ruolo dei genitori
Con l’avvento della tecnologia che permette di scattare foto e girare video ovunque e in qualunque momento, così come il condividere questi contenuti, il ruolo dei genitori diviene essenziale. «Abbiamo una rete di genitori digitali e una di studenti come sentinelle digitali, è grazie a questi gruppi che ci è arrivata la segnalazione del video – spiega all’Ansa Luca Pisano – Non si riesce a controllare tutto quello che avviene online. Per questo motivo abbiamo avviato questi gruppi. Ricevuta la segnalazione abbiamo subito interessato la Polizia postale con la quale collaboriamo e poi abbiamo lanciato l’appello». Secondo l’esperto i genitori devono vigilare e controllare i telefoni dei figli: «Non si può delegare agli specialisti, alla polizia, alla magistratura la responsabilità del controllo. È necessario che i genitori si riapproprino dell’autorità genitoriale, acquisiscano competenze e inizino a vigilare i profili online dei propri figli. Non è possibile che un ragazzino o una ragazzina abbia su un telefonino oltre duemila contatti e partecipi a 12 gruppi su WhatsApp. Il rischio che vengano condivisi filmati o foto di questo genere è altissimo». Infine, Pisano avverte che «se i genitori non svolgono la loro funzione ne rispondono civilmente per i danni provocati dal figlio».