25 febbraio 2017
Aggiornato 21:00
Prodezze animali

Il cane salvatore: ha tenuto in vita il suo padrone per 20 ore

Un Golden retriever ha salvato il suo padrone da morte certa, tenendolo al caldo per ben 20 ore. L’uomo, che rischiava l’assideramento, è stato mantenuto in vita dal suo cane dopo che aveva avuto un incidente

Un Golden retriever ha salvato il suo padrone dall'assideramento (© 0meer | shutterstock.com)

Un cane davvero eroico e che dimostra quanto amore possa a volte offrire un animale. Anche a costo della propria stessa vita. È accaduto a un uomo di 64 anni di Emmet County (Usa) coinvolto in un incidente domestico la vigilia di Capodanno, il cui cane Kelsey – una femmina di Golden retriever color miele – ha tenuto in vita tenendolo al caldo per ben 20 ore, prima che venisse soccorso.

Tutta colpa del ghiaccio
Quando la legna nel camino stava per esaurirsi, e c’era la pausa in Tv per la ‘Fiesta Bowl’ (la partita di football che si svolge ogni anno in quest’epoca) verso le 22.30. Il signor Bob decide di uscire in giardino per prendere altri ceppi, solo che lo fa così com’è: in pantaloncini e ciabatte. Un abbigliamento poco adatto alle circostanze e al clima invernale. E così, fatti pochi passi, l’uomo scivola sul ghiaccio e cade a terra, sbattendo con la schiena e provocando una compressione delle vertebre che l’ha lasciato lì paralizzato.

Aiuto!
Resosi conto di quanto era accaduto, e preso dalla paura, il signor Bob ha iniziato a gridare per chiedere aiuto. Solo che la distanza dalle altre case – la più vicina si trovava a mezzo chilometro – non ha permesso le sue invocazioni d’aiuto fossero udite. Ma c’è qualcuno che, invece, lo sente: il suo cane Kelsey, che prontamente è giunto in suo soccorso. «Urlavo per chiedere aiuto, ma la casa più vicina è a un quarto di miglio ed erano le 22.30 – ha spiegato Bob – La mattina la mia voce era ormai andata via e non potevo più chiedere aiuto, ma Kelsey continuava ad abbaiare. Continuava a chiedere aiuto, ma non mi ha mai lasciato. Mi ha tenuto al caldo e sveglio. Sapevo che dovevo perseverare per mantenermi in vita».

20 ore di angoscia
Dev’essere stata dura cercare di resistere per 20 ore sdraiato per terra, senza potersi muovere, in mezzo alla neve e il ghiaccio, con una temperatura di circa -5 °C. Per fortuna che c’era il cane Kelsey che si era sdraiato su di lui per tenerlo al caldo e che, di tanto in tanto, gli leccava la faccia per tenerlo sveglio.

Sembrava giunta la fine
Nonostante gli sforzi del cane, il suo padrone dopo 19 ore di immobilità e al freddo, ha perso conoscenza. I continui guaiti e latrati del cane hanno però finalmente attirato l’attenzione di un vicino di casa alle 6.30 del mattino dopo, il quale è andato a vedere perché il cane si lamentasse in quel modo. Scoprendo così cosa era accaduto.

I soccorsi
Quando sono giunti i soccorsi, avvertiti dal vicino, Bob era in condizioni piuttosto gravi: la temperatura corporea era scesa a 21 °C, presentava una fibrillazione atriale e uno schiacciamento delle vertebre C4 e C5. Nonostante ciò, non era così malmesso per essere stato tutte quelle ore immobile al freddo: tutto merito della sua Kelsey.

Quasi un miracolo
Quanto accaduto al signor Bob e il fatto che ora stia bene ha del miracoloso. Anche perché l’operazione chirurgica a cui è stato sottoposto per rimediare alla compressione vertebrale è stata un successo – cosa che riesce assai di rado. «La maggior parte delle persone con lesioni vertebrali non si muove più. È una tragedia, ma quando è successo, è successo – ha raccontato il dottor Colen dell’Ospedale McLaren Northern Michigan – Non so se siano state le basse temperature o la posizione in cui era sulla neve. Fatto sta che il paziente, il mattino dopo, era in grado di muovere braccia e gambe». I medici ritengono che l’aiuto del cane sia stato fondamentale per tenere in vita il signor Bob.