23 marzo 2017
Aggiornato 09:00
Curiosità

Meteo, ancora instabile il tempo mentre arrivano i «Giorni della merla». Perché si chiamano così?

Le previsioni meteo dell'ultima settimana di gennaio e la leggenda del perché il 29, 30 e 31 si chiamano i 'Giorni della Merla'

Merlo di oggi e i Giorni della Merla (© TTphoto | shutterstock.com)

L’ultima settimana di gennaio sarà all’insegna del tempo instabile. Al Sud torna l’anticiclone, ma regnerà comunque il tempo instabile. L’alta pressione che invece interesserà la Scandinavia aprirà le porte all’irruzione di correnti fredde che, manco a dirlo, affluiranno verso la nostra Penisola – interessando in particolare il Nord. Al Centro-Sud prevarrà il tempo nuvoloso, con qualche possibilità di pioggia e temporali. Le temperature, a parte un temporaneo aumento nelle massime, scenderanno nelle minime, in particolare di notte e nelle pianure del Nord.
Per il weekend di fine mese è previsto un peggioramento al Sud. Nello specifico peggiorerà prima sulla Sardegna, per poi coinvolgere anche Sicilia e Calabria. Su queste regioni si potranno avere temporali, ma anche nubifragi accompagnati da venti di Scirocco – che potranno causare mareggiate lungo le coste.

Arrivano i «Giorni della Merla». Cosa racconta la tradizione
Come tradizione vuole, il 29, 30 e 31 gennaio cadranno i cosiddetti ‘Giorni della Merla’. Ma perché si chiamano così? La memoria popolare ritiene che il mese di gennaio un tempo avesse soltanto 28 giorni – come è oggi febbraio. Gennaio però era invidioso di un uccellino che vedeva cercare affannosamente cibo in questo mese: la merla, ammirata per le sue penne bianchissime e per il caratteristico becco giallo. Così, per dispetto, iniziò a tormentarla con bufere di neve e vento.
La merla però, dopo un po’, iniziò a essere stufa di tutto questo accanirsi. Allora andò da gennaio e gli chiese: «Potresti durare un po’ di meno? L’orgoglioso gennaio però rispose: «E no, carissima, proprio non posso. Il calendario è quello che è, e a me sono toccati 28 giorni».

Ti frego io...
Visto che gennaio proprio non ne voleva sapere di durare di meno, la merla decise di fregarlo: l’anno seguente fece una gran scorta di cibo, in modo che durasse tutto il mese. Così non sarebbe dovuta uscire per cercarne altro e non avrebbe dato modo a gennaio di tormentarla. Quando fu la fine del mese, la merla uscì dal suo nido e andò a sbeffeggiare gennaio: «Quest’anno sono stata proprio bene – gli disse – sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno». Gennaio, risentito della cosa, andò da febbraio (che allora aveva 31 giorni) e gli chiese di dargli tre giorni dei suoi. Quando febbraio glieli concesse, torno al suo posto e scatenò una terribile bufera di neve che durò 3 giorni e 3 notti.

Da bianca a nera
Come tutti sappiamo, la merla è di colore nero e non bianco. Ma perché? Ce lo svela ancora una volta la leggenda: durante i tre ultimi giorni di gennaio (29, 30, 31), la merla rimasta senza cibo uscì dal nido per andarsene a procacciare. Solo che a causa della tormenta non riuscì più a tornare al nido. Dovette così cercare riparo nel comignolo caldo di un camino. Qui, oltre a trovare rifugio e un po’ di tepore, durante i tre giorni le sue penne da un candido bianco divennero colore della fuliggine, e da quel giorno la merla acquistò il suo tipico colore scuro – mentre gennaio si tenne i tre giorni in più prestatigli da febbraio. E fedele ai suoi propositi, questi giorni dovrebbero anche essere i più freddi.