23 marzo 2017
Aggiornato 09:00
Spezie magiche

Natale. Ciro Vestita: “I Re Magi invece dell’oro portarono curcuma”

Niente metallo oro in dono al Bambino Gesù, ma un oro prezioso per la salute: la curcuma. Ecco quanto sostiene un noto cardiologo Usa e di come sia arrivato a questa conclusione, raccontata dal dottor Ciro Vestita

I Re Magi, portarono in dono la curcuma invece dell'oro? (© CHOATphotographer | shutterstock.com)

L’oro è un metallo certamente prezioso, ma c’è anche un altro ‘oro’ altrettanto prezioso: per la salute però. È la curcuma, una spezia dal colore giallo oro che è ormai ritenuta da tutti un alleato della salute e non solo. E dunque, secondo un noto cardiologo del Mount Sinai Hospital di New York, uno dei famosi tre doni portati all'epifania dai Re Magi al Bambino Gesù non sarebbe stato il minerale oro, ma una spezia. D’altronde, si sa, un tempo le spezie erano ritenute preziose quanto se non più delle pietre o dei minerali preziosi.

La curcuma come dono
A raccontare di questo curioso fatto è Ciro Vestita, il quale riporta come alla sua domanda su cosa il cardiologo volesse trovare nella calza della Befana, questi rispondesse: «Un po’ di curcuma». Di primo acchito, la risposta del medico poteva sembrare ironica, ma dopo aver ascoltato il racconto delle origini di questa radice e dopo aver fatto leggere decine di studi sull’utilità della curcuma in cardiologia, Ciro Vestita capi che non stava affatto scherzando.

L’oro dei Re Magi
Il cardiologo di New York sosteneva che l’oro portato dai Re Magi al Bambino Gesù non fosse «del vile metallo, bensì la polvere di curcuma dall’intenso colore giallo oro, già da allora mescolata a pani e focacce per dare sì sapore, ma anche (visto il suo forte potere antibatterico) per combattere le mille infezioni possibili nei Paesi caldi».

Spezie e resine di gran valore
La teoria del cardiologo potrebbe realmente essere fondata, sia perché le spezie erano davvero ritenute assai preziose, ma anche perché in questo caso il dono era accompagnato da altre due sostanze ritenute molto preziose: le resine come incenso e mirra. «La mirra – scrive Ciro Vestita – è una resina profumata estratta dalla Commyphora, usata nella vita quotidiana come disinfettante e profumo. In campo medico veniva usata come anestetico: mirrato era il vino che il soldato romano offrì a Cristo sulla Croce per alleviarne le sofferenze. A duemila anni di distanza un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature ci dice che la mirra ha, in effetti, gli stessi meccanismi di azione della morfina. E questo spiega perché sotto l’imperatore Augusto in ogni campo di battaglia, sui carri-ambulanza era obbligatorio avere la mirra».

E l’incenso
L’incenso e il suo valore in campo spirituale è rimasto intatto fino a oggi. Se un tempo era merce di scambio – al pari del denaro – oggi resta comunque conosciuto ai più per l’uso quale profumazione dell’aria. Ma «la pianta dell’incenso (Boswellia) ha ben altri meriti – sottolinea Ciro Vestita – i suoi componenti hanno proprietà antinfiammatorie e, infatti, la boswellia viene comunemente usata nella moderna fitoterapia per la cura di artrite, artrosi, ma anche patologie più gravi quali ad esempio la colite ulcerosa». Insomma, i Re Magi sapevano quello che facevano quando hanno scelto questi tre ‘preziosi’ doni.