7 dicembre 2016
Aggiornato 19:00
Società

Altro che poco sesso, ecco perché il genere umano si estinguerà secondo Stephen Hawking

Lo scienziato Stephen Hawking: «Ecco le cause dell’estinzione dell’umanità». Niente profezie da sessualità perduta, ma qualcosa di più realistico: «Mangiamo troppo e ci muoviamo troppo poco».

Stephen Hawking ritiene che l'umanità scomparirà a causa della prigrizia (© Anton Ivanov | shutterstock.com)

Il genere umano è destinato a scomparire. Nel tempo lo hanno già profetizzato in molti, e per i motivi più disparati – e anche più improbabili. C’è chi guarda dentro la sua ‘palla di vetro’ e chi, semplicemente osservando il comportamento umano, riesce a capire che a far sparire l’umanità dalla faccia della Terra non sarà probabilmente una catastrofe naturale, o la mancanza di rapporti sessuali, ma più semplicemente la pigrizia. A esserne convinto è lo scienziato Stephen Hawking.

Troppo e poco
Dietro al declino dell’umanità c’è da una parte il troppo e dall’altra il poco secondo lo scienziato. Laddove per troppo s’intende il mangiare e per poco il movimento. Questi due elementi messi insieme sono una delle principali cause di morte. «Al momento l’umanità deve affrontare una grande sfida e milioni di vite sono in pericolo – spiega Hawking in un in un video diffuso dalla GEN-PEP, l’organizzazione sanitaria svedese – Vedo il mondo nel suo insieme e io sono qui per affrontare uno dei più gravi problemi di salute pubblica del 21° secolo. Anche oggi molte persone muoiono per complicazioni legate al peso e l’obesità. Mangiamo troppo e ci muoviamo troppo poco. Per fortuna la soluzione è semplice: più attività fisica e cambiamento nella dieta».

L’incontro con Papa Francesco
Insieme ad altri scienziati, Stephen Hawking ha incontrato Papa Francesco, insieme hanno riflettuto sull’impatto delle conoscenze scientifiche sulla società umana e il suo ambiente. Durante l’incontro il Pontefice ha dichiarato: «Non siamo i custodi di un museo e dei suoi capolavori che dobbiamo spolverare ogni mattina, ma i collaboratori della conservazione e dello sviluppo dell’essere e della biodiversità del pianeta, e della vita umana in esso presente». A volte scienza e fede possono trovare un punto d’incontro, specie se si tratta del bene dell’umanità ed evitare, magari, la sua reale estinzione.