21 gennaio 2017
Aggiornato 16:00
Sessualità

Disfunzione erettile? Ci pensa il pene d’acciaio

Preoccupati per problemi di impotenza o di erezione? Niente paura, arriva in soccorso il supereroe di metallo. È il pene sviluppato dagli scienziati statunitensi che promette erezioni senza compromessi

Disfunzione erettile, arriva il supereroe di metallo (© Antonio Guillem | shutterstock.com)

Quanti maschi hanno problemi di erezione o disfunzione erettile? Secondo le statistiche il numero è in costante aumento. La colpa? La vita moderna, sempre più stressante. E poi l’abuso di alcol, il fumo, il sovrappeso e altri fattori più o meno fisiologici. Ma per tutti, quale che sia la causa, ecco arrivare il supereroe di metallo: una sorta di ‘Ironpen’ sviluppato dai ricercatori dell’Università del Wisconsin (Usa).

Si allunga e si inturgidisce
Il supereroe di ferro – anzi, in una lega di nichel e titanio – si gestisce con un telecomando e si può allungare fino a circa 20 centimetri, quando sia riscaldato a 42 °C. Il meccanismo è impiantato chirurgicamente, e si compone di una bobina di circa 2,5 centimetri che può essere attivava con il telecomando appena sopra l’inguine. L’azione innesca un campo magnetico che innesca una corrente, che a sua volta fa riscaldare l’impianto e permette l’espansione del pene e l’erezione.

Meglio delle protesi gonfiabili
Esistono già delle protesi gonfiabili impiantabili, per chi ha problemi di erezione. Tuttavia, secondo gli esperti queste possono essere causa di infezioni. Le cose sarebbero invece diverse con questo nuovo dispositivo metallico. Nel pene metallico «ci sono un numero inferiore di componenti rispetto alle protesi gonfiabili esistenti e riduce le possibilità di infezione – sottolinea al Daily Mail l’urologo Asif Muneer – Alcuni pazienti non sono adatti ai trattamenti esistenti perché hanno già subìto una chirurgia addominale più estesa, diciamo per la prostata o il cancro della vescica, e hanno molte cicatrici, ma con questa tecnica non è un problema». Il dispositivo, per ora sarà testato su modello animale, ma potrebbe essere disponibile per gli uomini nel giro di pochi anni, assicurano gli esperti.