26 febbraio 2017
Aggiornato 11:00
Società

Hai votato Trump? Allora paghi di più

Un ristoratore ha deciso di far pagare il doppio per il coperto ai clienti che hanno votato per Donald Trump. Scoppiano le critiche sul web, i social e Trip Advisor. Il proprietario chiude la pagina Facebook, ma espone un cartello d'avviso sulla vetrina del ristorante

Chi ha votato per Donald Trump paga di più al ristorante (© Andrey Bayda | shutterstock.com)

Vita difficile per chi ha votato per Donald Trump alle ultime presidenziali in Usa. Un ristoratore dello Iowa, che ha preso davvero male l’elezione del magnate, ha deciso di ‘punire’ i repubblicani facendo loro pagare un coperto più alto, fregandosene delle recensioni negative sul web dei clienti arrabbiati

Lì tifavano per la Clinton
Forse è comprensibile la reazione del proprietario del ristorante ‘Stella’ a Johnson County, nello Iowa, che è una delle 6 su 99 contee che hanno votato per Hilary Clinton. Per cui, la vittoria di Trump non deve essergli proprio andata giù – come d’altronde a molti altri americani.

Hai votato Trump? Allora paga
Se qualche avventore del ristorante è dunque ritenuto di aver votato per Donald Trump si vede presentare un conto in cui vi è da pagare 10 dollari di coperto, contro i 5 che invece pagherebbero gli elettori della Clinton o degli altri candidati, riporta la Cbs2. I clienti sostenitori di Trump, come prevedibile, non l’hanno presa bene e hanno inondato con commenti più che negativi il web, i social network e social media – oltre ai siti di recensioni come Trip Advisor e altri.

Criticato ma…
«Disgustoso», «Non professionale», sono solo alcuni dei commenti più edulcorati che sono stati lasciati dai clienti non soddisfatti. Le critiche, spesso pesanti e numerose hanno indotto il proprietario del locale a chiudere la sua pagina Facebook. Nonostante ciò, il ristoratore rimane fermo sulla sua decisione. All’ingresso del ristorante ora è infatti possibile vedere un cartello che riporta questo ammonimento: «Sì, è discriminazione. Ma voi avete votato per la discriminazione».