18 gennaio 2017
Aggiornato 12:30
L'edizione 2016 dal 22 al 26 settembre

Terra Madre e Salone del Gusto insieme, Petrini sposa ancora Torino (ma con un sacco di novità)

Dopo 20 anni di Salone del Gusto e 7 di Terra Madre gli eventi diventano finalmente uno solo e non resteranno più chiusi dentro agli spazi del Lingotto ma si apriranno alla città

Salone del Gusto Terra Madre 2016, al via la campagna di ospitalità di Petrini (© slowfood.it)

TORINO - Voler bene alla terra significa voler bene a chi la abita e la vive, dare il segno di una fraternità universale che fa della nostra una terra ospitale. Dopo 20 anni il Salone del Gusto cambia pelle. Carlin Petrini ha voglia di rivoluzione, e la sua filosofia l'ha trasmessa fortissimo questa mattina in conferenza stampa alla presentazione della nuova edizione della kermesse targata Slow Food. Intanto il nome: si chiamerà Terra Madre Salone del Gusto tutto insieme, a sancire che non è una fiera commerciale ma un appuntamento con il cibo, con la cultura del cibo, con l’educazione alimentare, l’informazione e la conoscenza dei prodotti e dei produttori di tutto il mondo.

La location: addio Lingotto, la kermesse al Valentino e in centro
Poi, la location: basta con gli spazi chiusi del Lingotto, strategici ma «stretti» per l'idea cosmopolita di apertura e scoperta che poi è l'anima dell'evento. Terra Madre uscirà fuori. Andrà al Valentino, che – ricordiamolo – fu sede dell'Esposizione Universale del 1911, ma anche nelle piazze e nei palazzi aulici del centro, come Palazzo Reale, il Museo Egizio, il Museo d'Arte Orientale. «D’altronde – ha ricordato Petrini – Terra Madre e il Salone del Gusto svolgono anche una funzione di diplomazia internazionale. Quindi è logico che gli ambasciatori del cibo si confrontino nelle sale sabaude». La conseguenza è che l'evento sarà anche completamente gratuito.

Quando: anticipato a settembre
Un cambio di rotta decisivo, insomma, che non tutti hanno però hanno apprezzato. "Cambiare formula è stato un atto di audacia, molti ci hanno espresso preoccupazioni, altri parole di polemiche», ha spiegato il patron di Slow Food. «Io dico che il cambiamento fa bene anche alla salute. È stata la scelta giusta, Torino si è mossa: il suo sistema, le università, le associazioni, le istituzioni. Torino prende sempre più al cuore italiani e turisti, e per questo penso che lavorare in questo sistema di parchi, di vie, di piazze sia una scelta giusta». Anche i tempi sono stati modificati: la necessità di sfruttare il bel tempo ha imposto di anticipare un po'. E dunque, la ventesima edizione del Salone del Gusto – la settima di Terra Madre – si svolgerà dal 22 al 26 settembre.

La Terra come sistema integrato: Petrini ricorda la tragedia del popolo siriano
Al centro, la Terra come sistema integrato. «Non si può voler bene alla Terra solo per motivi ambientali, bisogna considerare anche gli aspetti sociali e umani, per un’economia che deve cambiare». Proprio come ha detto chiaramente nella sua enciclica Papa Francesco, che Petrini richiama con enfasi. E non può non dare voce alle atrocità che stanno falcidiando, ancora una volta, il popolo siriano. "C'è attenzione alla guerra in Siria, ai combattimenti di Aleppo o di Damasco, ma nessuno parla dell'agricoltura siriana che è in ginocchio, nessuno dice che si preannuncia un disastro di proporzioni bibliche se consideriamo che in questo Paese ci sono 13 milioni di abitanti. Una carestia che porterà coloro che non possono o che non hanno l'opportunità di fuggire a vivere momenti di difficoltà estrema. Non ci sarà cibo per garantire la vita di queste persone. Andiamo in paranoia per un milione di persone che scappano, ma ce ne sono 12 milioni che soffriranno la fame».

Terra Madre e Torino, un amore lungo una vita
Terra Madre porterà questa denuncia in maniera forte. E ancora più forte deve arrivare la solidarietà dei torinesi. L'amore tra Terra Madre e Torino è reciproco: i piemontesi hanno stabilito consolidati rapporti di amicizia con i tantissimi contadini e ospiti giunti in città in tutti questi anni. «E l'umanità di Terra Madre parla di Torino e del Piemonte con gioia» ha detto ancora Petrini. «In molte città questa ospitalità ha cambiato il modo di intendere la manifestazione perché nei paesi si organizzano incontri, feste e si ha modo di capire quanto la cultura contadina piemontese sia radicata in queste comunità». E ancora: «Siamo gente che si apre poco, ma nonostante il carattere un po' chiuso dimostriamo di avere virtù straordinarie, gente che non ostenta l'ospitalità ma quando apre le case diventa strepitosa».

L'appello ad accogliere nelle proprie case gli ospiti e a diventare volontari
Per questo non poteva mancare l'invito esplicito ai torinesi e ai piemontesi tutti a fare ancora di più: «Diamo l'esempio: è un momento in cui l'ospitalità paga un dazio altissimo, soprattutto in Europa. Accogliamo nelle nostre case i rappresentanti che giungeranno da ogni angolo del mondo. Condividiamo cibo, emozioni, esperienze, amicizie. E diventiamo ancora una volta volontari», come era accaduto già per la prima edizione di Terra Madre, prima ancora delle Olimpiadi invernali del 2006.

Chi vuole collaborare all’evento come volontario può registrarsi qui. Per dare la propria disponibilità a ospitare un delegato di Terra Madre scrivere a ospitalitainfamiglia@comune.torino.it (se a Torino) oppure a ospitalita@slowfood.it (se fuori Torino).