17 gennaio 2017
Aggiornato 05:30
Arte

Dario Fo, dialoga con Chagall a Brescia

L'incontro tra due artisti attraverso le immagini. E' ciò che accadrà dal 20 novembre al Museo di Santa Giulia di Brescia

BRESCIA - Un incontro tra due geni quello che avverrà dal prossimo 20 novembre al 15 febbraio 2016 al Museo di Santa Giulia di Brescia: Marc Chagall e Dario Fo. Il lirico e romantico pittore del XX secolo, con le sue opere intrise di umanità e consapevolezza molto spesso drammatica, e il premio nobel per la letteratura, commediografo e scrittore dialogheranno nelle sale della sede che ospiterà la rassegna Marc Chagall. Opere russe 1907-1924.

Due artisti con qualcosa in comune
Non tutti sanno che Fo, innamorato di Chagall, a cui si sente particolarmente vicino per un certo gusto del fantastico, del paradossale e dell’impossibile, dipinge e disegna a sua volta. E proprio per questo la retrospettiva presenta da un lato le opere del pittore raccontate attraverso una selezione di stralci tratti dalla sua autobiografia Ma Vie (1921-22), dall’altro una serie di testi, illustrati da disegni e dipinti, creati appositamente da Fo per l’evento bresciano.

L'esposizione
In esposizione troveremo 20 dipinti e 15 bozzetti preparatori di Dario Fo che riflettono le trasformazioni stilistiche dell'artista timoroso di essere ingoiato dai movimenti francesi come il cubismo; inoltre il racconto sulla vita e l'opera che accompagnerà le sue opere, realizzate proprio in occasione della mostra a Brescia. Per quanto riguarda Chagall, la mostra si sviluppa seguendo il percorso del pittore dalla sua formazione sino ai primi anni della maturità, immediatamente precedenti la diaspora a Parigi e propone 33 opere, 17 dipinti e 16 disegni oltre a due taccuini - con disegni e poesie recentemente ritrovati ed esposti per la prima volta al pubblico - che vanno dal 1907 al 1924: viene indagato il periodo durante il quale Chagall da Vitebsk, paese di nascita e vero protagonista delle prime opere, si trasferisce prima a San Pietroburgo, dove studia presso l'Accademia Russa di Belle Arti, e poi a Parigi, dove viene in contatto con la comunità di artisti di Montparnasse e dove si trasferirà definitivamente con la moglie Ida a partire dal 1924.