25 febbraio 2017
Aggiornato 21:30
Arte

Transformers: al Maxxi la mostra tra incanto e riflessione

Artisti che trasformano elementi della realtà in opere d'arte. Un'esperienza unica al limite con l'onirico. Al Maxxi arrivano i Transformers

ROMA -Al Maxxi di Roma vanno in scena i Transformers, da oggi (11 novembre) fino al 28 marzo 2016. I Transformers sono artisti- sognatori capaci di trasformare la realtà in opera d'arte, il quotidiano in fantastico, il banale in arguto. Accade grazie alle opere di quattro visionari che sono sia artisti che designer che attivisti sociali e arrivano da quattro angoli del mondo: è per questo che la loro interpretazione è ancor più sublime.

Le opere
Ed ecco i progetti di Choi Jeong-Hwa (Seoul, Corea) e Golden Lotus la sua gigantesca installazione da dieci metri di diametro che si gonfia e si sgonfia e riproduce il respiro: è all'ingresso. E poi Cosmos, una cascata di perline arcobaleno; Hubble Bubble, una foresta dove gli alberi sono palloncini tutti verdi e Life Life, altri baloon ma super colorati e rinnovati ogni giorno con quelli che aggiungono i visitatori. Da Merano, arriva l'arte di Martino Gamper che in mostra ha messo una selva di sedie per sedercisi, appunto e conoscersi, dialogare, scambiarsi impressioni e informazioni. Pedro Reyes invece è messicano ed usa i resti delle armi raccolte e distrutte dall'esercito di Città del Messico per creare una sinfonia di pace trasformandoli in... strumenti musicali: Disarm Instruments è il titolo della sua installazione. Infine, Didier Fiuza Faustino da Chennevières-sur-Marne, Francia, ha realizzato Lampedusa: una gigantesca boa in polistirolo cui aggrapparsi per salvarsi la vita, collocata di fronte a una grande riproduzione de La Zattera della Medusa di Géricault. Oppure, ancora, Body in Transit, la cassa che si appende al carrello di un aereo e che, teoricamente, replica il desiderio degli immigrati di scappare, fuggire, volare via.

Gli incontri
Completa la mostra un ciclo di tre incontri che la accompagnano e ne approfondiscono i temi, a cura di doppiozero: con l’aiuto di autori e critici, verranno esplorate nuove forme di scrittura capaci di rigenerare e trasformare lo sguardo sul mondo contemporaneo. Il primo appuntamento è per venerdì 20 novembre, alle 18: Stefano Chiodi e Marco Belpoliti discuteranno con Gabriella Caramore, Edoardo Camurri, Andrea Cortellessa e Fabrizio Gifuni sulle possibilità di produrre cultura in modo indipendente.