21 gennaio 2017
Aggiornato 16:00
Regno Unito

Riccardo III, o la «leggenda nera» di Shakespeare

In realtà l'unico vero (ma decisivo) demerito professionale di Riccardo è di aver avuto la peggio nella battaglia di Bosworth, in cui nel 1485 perse cavallo, regno e - last but not least - la vita, lasciando via libera alla dinastia dei Tudor sotto la quale Shakespeare dipinse dell'«usurpatore» un ritratto assai poco lusinghiero.

Riccardo III (© AFP)

LONDRA (askanews) - «Il mio regno per un cavallo!»: immortalato da una battuta teatrale, Riccardo duca di Gloucester, terzo del nome sul trono d'Inghilterra e inumato oggi, quasi sei secoli dopo la morte, viene considerato uno dei peggiori «villains» della Storia d'Oltremanica complice appunto anche, se non soprattutto, William Shakespeare.

In realtà l'unico vero (ma decisivo) demerito professionale di Riccardo è di aver avuto la peggio nella battaglia di Bosworth, in cui nel 1485 perse cavallo, regno e - last but not least - la vita, lasciando via libera alla dinastia dei Tudor sotto la quale Shakespeare dipinse dell'«usurpatore» un ritratto assai poco lusinghiero: un tiranno crudele, gobbo (dettaglio peraltro in parte confermato dallo scheletro) e machiavellico, insomma deforme nel fisico e nel morale.

A dire il vero la sua ascesa al potere dell'ultimo dei Plantageneti non fu esattamente al di sopra di ogni critica: dopo la morte del predecessore Edoardo IV in un primo momento accettò l'incoronazione del nipote Edoardo V, ancora minorenne e di cui venne nominato Lord Protettore, rinchiudendolo però - per meglio garantirne la sicurezza, è da presumere - nella Torre di Londra insieme al fratellino; dopo di che spuntò opportunamente la tesi secondo cui il matrimonio da cui erano nati i principi non era da considerarsi legale e dunque Edoardo era un bastardo, reale per carità ma non un erede legittimo.

Il seguito suonerebbe familiare (e logico) ad ogni autocrate medievale o rinascimentale che si rispetti: la città di Londra chiese a Riccardo di prendere la corona, il Lord Protettore acconsentì graziosamente e dei due protetti, sempre custoditi nella Torre, non se ne seppe mai più nulla. Per sua sfortuna però rimanevano in giro la sorella maggiore dei principini, Elisabetta di York, e un pretendente all'estero, Henry Tudor: l'alleanza - e in seguito il matrimonio - fra questi due fattori portò a una ribellione e alla breve «guerra delle due Rose» conclusasi a Bosworth.

Della fine di Riccardo poco si sapeva: di certo era morto in battaglia, ma del suo corpo si perse ogni traccia. La teoria più accreditata era quella della fossa comune ma una delle fonti assicurava che la salma venne recuperata dai frati francescani della Greyfriars Church della vicina Leicester e sepolto vicino all'altare: e in effetti, il luogo dove due anni fa è stato ritrovato lo scheletro - oggi un parcheggio, dato che l'edificio religioso è scomparso da tempo - corrisponde alla descrizione.