23 marzo 2017
Aggiornato 09:00
Inchieste

New York giudica l'Italia del vino

Un viaggio del giornalista Fabio Piccoli a New York è l'occasione per testare il polso del vino italiano in questa immensa metropoli. E' un bollettino molto positivo che viene emesso. La nostra produzione gode di fama e prestigio che vanno sostenuti e rinnovati.

NEW YORK - La Grande Mela è una città che cattura, il luogo in cui bisogna esserci per poter esistere. Questo è ancora più valido per i vignaioli italiani, che con New York hanno un rapporto morboso di attrazione. Non c'è produttore infatti che non abbia come obbiettivo quello di vedere le proprie bottiglie nella carta dei vini dei ristoranti più à la page, o nelle vetrine delle enoteche più frequentate. Conforta vedere che il tanto paventato Made in Italy qui ritrova un senso. L'amore che nutrono gli statunitensi per l'Italia è palpabile e reale, si percepisce, si tocca con mano. E non fanno fatica i newyorkesi a dirtelo ogni volta che possono.

UNO SGUARDO ITALIANO - Fabio Piccoli è un giornalista e professionista del vino che ha creato un interessante contenitore che si chiama Wine Meridian. Appena rientrato da un viaggio a New York, ci regala alcune libere impressioni sulla città e sulla attualità del vino italiano da quelle parti. Conferma l'impressione che le nostre etichette godono di ottima salute. Nel corso di una breve inchiesta condotta tra alcuni ristoranti di Manhattan, Brooklin e West Harlem, ha avuto conferma delle tesi correnti. I Wine Manager e alcuni clienti intervistati hanno affermato che per loro il vino è la bevanda ideale per accompagnare il cibo, e spesso lo ordinano al bicchiere. Il consumatore è sempre più attento e conosce il prodotto, per cui tende ad elaborare sempre più le scelte in piena autonomia.

LA RISTORAZIONE ITALIANA – Uno dei ristoranti simbolo della cucina italiana è senz'altro Sirio, aperto sulla 5th Avenue da Sirio Maccioni. Massimo Schiavon, wine manager, spiega che "una volta eravamo costretti a dare mille consigli, oggi quasi sempre i nostri clienti arrivano con le idee chiare e non sono sempre così scontate." Maccioni è anche proprietario del celebre Le Cirque, ed è un riconosciuto ambasciatore del vino italiano nel mondo. "Per me il vino a tavola è un must e non riesco ad immaginare un piatto italiano senza un vino italiano. La forza dei vostri vini sta proprio nella loro straordinaria relazione con il cibo." Un cliente del Bar Italia, ristorante di successo, si chiede perchè l'Italia non abbia mai pensato ad una pubblicità dei propri vini. Ce lo chiediamo anche noi...

LA CRITICA AMERICANA – Negli Stati Uniti la critica giornalistica indipendente ha ancora un peso enorme. Pensiamo a Wine Spectator, una cosuccia che riesce a tirare 500.000 copie e raggiunge 3.500.000 di lettori. La maggiore consapevolezza del consumatore passa anche attraverso il grande successo delle wine classes, dei corsi che aiutano ad apprendere il vino. Molti sono anche i cosiddetti wine educators, che tengono lezioni direttamente a casa degli appassionati. Anche il web ha il suo ruolo: l'informazione viaggia ormai in rete. I bloggers del vino americano attirano lettori e godono di molto rispetto per la loro indipendenza.