27 marzo 2017
Aggiornato 12:30
Beni culturali

Roma «città fragile»

Roma paga il conto della perturbazione che l'ha investita, lasciando sul campo una parte delle Mura della Breccia di Porta Pia e il simbolo di un quartiere, l'Alberone, il leccio che dà, appunto, il nome alla zona. Due crolli, due danneggiamenti, che si uniscono ai danni e ai disagi subiti nelle ultime 36 ore dai cittadini e che colpiscono la Capitale spazzata via dalle «bombe d'acqua».

ROMA - Due simboli della città crollati nel giro di poche ore a causa del maltempo che si è abbattuto sulla Capitale. Roma paga il conto della perturbazione che l'ha investita, lasciando sul campo una parte delle Mura della Breccia di Porta Pia e il simbolo di un quartiere, l'Alberone, il leccio che dà, appunto, il nome alla zona. Due crolli, due danneggiamenti, che si uniscono ai danni e ai disagi subiti nelle ultime 36 ore dai cittadini e che colpiscono la Capitale spazzata via dalle «bombe d'acqua». E proprio le infiltrazioni d'acqua potrebbero essere la causa della caduta di mattoni e pezzi di intonaco sul muro laterale della Breccia di Porta Pia in direzione via XX Settembre, così come il maltempo potrebbe essere all'origine del crollo del leccio secolare di Via Appia Nuova. La quercia è stata rimossa questa mattina dopo aver dato cenni di cedimento ferendo lievemente due persone. Era stata piantumata nel settembre del 1986 per sostituire l'antico leccio morente. L'albero tagliato oggi potrebbe non aver resistito al maltempo di questi giorni così come, negli anni passati, non hanno resistito alle intemperie altri «pezzi antichi» della Città Eterna.

MURA A RISCHIO - Osservate speciali a Roma sono le mura che circondano e percorrono la città. Nel marzo scorso a cedere al tempo e alle piogge era stato un tratto perimetrale delle mura venuto giù nei pressi di Porta San Sebastiano. Un crollo che seguiva quello avvenuto appena un mese prima nella Villa dei Sette Bassi, un sito archeologico nel Parco Regionale dell'Appia Antica, sulla Tuscolana in zona Capannelle. Qui a sbriciolarsi sferzato dalla pioggia era stato uno degli speroni che coronano una delle più grandi tra le ville del suburbio romano. Anche questo danneggiamento, avvenuto nel febbraio di quest'anno, probabilmente è stato determinato dal maltempo. Stesse paure di crolli in passato per le antiche mura che costeggiano viale del Policlinico e, sempre nella zona, a poche centinaia di metri, alcuni anni fa crollò un tratto significativo di mura, a San Lorenzo. A cedere sotto il peso degli anni e delle intemperie in genere è la cortina esterna delle mura più antiche, ma lo spettro dei crolli più ampi è sempre in agguato. Quello più clamoroso e traumatico per i romani avvenne nel 2001. Vicino a Porta Ardeatina, per una pioggia di primavera, un tratto di dodici metri venne giù. Oggi, archiviata l'ultima allerta, Roma conta i danni in attesa della prossima ondata di maltempo.