26 febbraio 2017
Aggiornato 11:00
Degustazioni

Gambero Rosso a Milano. I Tre Bicchieri di Friuli e Toscana

Dopo la prima parte dedicata alle bollicine, al Trentino, all'Alto Adige e al Piemonte, parliamo dei Tre Bicchieri di due regioni per certi versi opposte, ma di grande prestigio. Il Friuli con i suoi bianchi e la Toscana con i rossi

MILANO – La Degustazione di una selezione dei 423 Tre Bicchieri della Guida ai Vini d'Italia del Gambero Rosso prosegue con due zone tra le più celebrate d'Italia. Il Friuli è soprattutto una terra di bianchi, mentre la Toscana è più nota per i suoi grandi rossi, sia a base di sangiovese che di uve internazionali come il cabernet sauvignon, il merlor e la syrah. In Friuli i bianchi migliori sono quelli che hanno saputo conservare potenza e profondità senza cadere in eccessi alcolici e di concentrazione. In Toscana le vinificazioni in legno piccolo nuovo (barriques) non sempre portano a grandi risultati. Attenzione ad alcune bottiglie già ossidate, segno di una certa stanchezza dovuta appunto ad un uso sconsiderato del legno. Meglio i vini meno spinti in fatto di concentrazione e più attenti al rispetto della materia prima.

LA DEGUSTAZIONE – Iniziamo dal Friuli. A seguire la Toscana.

Jermann. Vintage Tunina 2012. Un classico tra i bianchi italiani. Al naso domina al momento un sauvignon molto maturo. Al palato è abbastanza elegante, con un finale morbido e suadente. 15,5/20

Le Monde, Friuli Grave Pinot Bianco 2013. Pulito e fresco con sentori di melone e mela. E' molto fresco e dissetante, forse non ha una complessità travolgente ma si beve con piacere. 15,5/20

Livon, Collio Fiulano Manditocai 2012. Dapprima chiuso per la presenza di solfiti. Profumato con un andamento austero e una alcolicità sostenuta. Più potente che delicato, persistente. Dedicato agli amanti dei vini muscolosi. 16/20

Ronco Blanchis, Collio 2013. Profilo internazionale, frutta bianca e mandorla. Potente e alcolico. 15/20

Ronco dei Tassi, Collio Malvasia 2013. Prodotto su un terreno salino da vigne giovani e altre fino a 80 anni di età, con una leggera macerazione sulle bucce. Molto elegante e fine, delicato e lungo. Un bicchiere che invita a servirsi nuovamente e questo è un pregio. 17,5/20

Ronco Severo, Severo Bianco 2012. Vino decisamente diverso, ottenuto da una macerazione di 46 giorni sulle bucce. A seguire 30 mesi di botte grande. In maggioranza friulano, con un saldo e chardonnay e piccolit. Fermentazione spontanea. Fine ed elegante per questa tipologia. Palpitante, ancora molto giovane. Da scoprire. 17/20

Tenuta Argentiera, Bolgheri Sup. 2011. Classico taglio bordolese. Nonostante il legno si intuisce un bel frutto dolce e tanta sostanza. Bella progressione nel finale, però frenata da una certa rigidezza nei tannini derivati dal legno. 15,20/20

Biondi Santi, Brunello di Montalcino 2009. Colore leggermente evoluto e naso minerale. Grande eleganza, fine e sapido, fumé e ciliegia fresca. Giovane. Un vino "calmo"e rilassato. 18/20

Caprili, Brunello di Montalcino Ris. 2008. Etereo, balsamico. Ancora duro e austero, ha veramente bisogno di maturare in bottiglia per affinare dei tannini che paiono leggermente verdi. Vino di carattere. 16,5/20

Castello di Monsanto, Chanti Classico Ris. 2011. Vino "strano». A tratti fresco e giovanile, con però dei cenni di evoluzione, quasi ossidativi (note di fegato). E' al palato che si fa preferire per una bella eleganza e una dimensione mai esagerata. Forse serve qualche anno di bottiglia. 16/20

Castello di Vicchiomaggio, Chianti Classico Vigna La Prima Gran Selezione 2010. Naso di lampone, caldo e poi floreale che tende al fresco. Morbido e sensuale, tannini finissimi. Eleganza da vendere. 18/20

Castelvecchio, Il Brecciolino 2011. Da sangiovese, merlot e petit verdot. Naso caratterizzato da cuoio, spezie e mandorla amara. Stile moderno, con molta materia e un legno usato con intelligenza. Finale di terra umida. 16,5/20

Podere Orma, Orma 2011. Austero, si sentono la grafite e l'inchiostro. Potente e tannico senza volgarità nella concentrazione. Non è il mio stile, ma ha sostanza. 16/20

La Lecciaia, Brunello di Montalcino Manapetra 2009. Austero e con un pizzico di ossidazione. Molto tradizionale nelle note di polvere di caffé e smalto. Tannico ma con un finale ben risolto e gradevole, di buona lunghezza. 17/20

Lamole di Lamole, Chianti Classico Vigneto di Compolungo Gran Selezione 2010. Sa di china, erbe e spezie. Grande eleganza. Vino di stile. 16,5/20

Pietroso, Brunello di Montalcino 2009. Vino apparentemente facile, fruttato (ciliegia), cuoio e molti fiori. Bocca in equilibrio tra la tannicità del Brunello e la leggiadria dello stile. Una scoperta. 17,5/20

Poggio Antico, Brunello di Montalcino Altero 2009. Un Brunello più maturo e ricco. Toni di cioccolato e cannella, non una grande complessità. Alcolico e piuttosto aggressivo nei tannini che lo rendono rigido. 14,5/20

Poliziano, Nobile di Montepulciano Asinone 2011. Vino moderno nel senso migliore del termine. Conserva una certa freschezza nonostante il legno e l'evidente ricerca di materia. 16/20

Salcheto, Nobile di Montepulciano Salco 2010. Cacao e menta in un finale non molto lungo e con tannini ben presenti. Legnosetto. 13/20

San Felice, Chianti Classico Il Grigio Gran Selezione 2010. Positiva l'eleganza anche se a metà palato denuncia una perdita di densità e finisce asciutto. 13,5/20

Tenuta Sette Ponti, Oreno 2011. Il naso fa pensare da subito ad un Amarone. Frutta macerata, tanta materia, ricco e gaudente. Caldo, si beve bene e finisce molto gradevole. 15,5/20

Tenuta di Valgiano, Colline Lucchesi 2011. Al naso sembra di annusare un raspo di uva schiacciato. Leggermente pungente, more e mirtilli e anche del legno. Finale di frutta stramatura appesantito da un eccesso di legno. 14,5/20

Sono stati assaggiati anche Fonterutoli - Siepi 2011, Petra - Petra Rosso 2011, Donna Olimpia 1898 - Bolgheri Rosso Sup. Millepassi 2011 e Podere Sapaio - Bolgheri Rosso Sup. 2011.